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Storia illustre in un feudo della MarcaIN
Il racconto del nostro ultimo aperitivo da parte del poeta Danilo Tomassetti.
Qui trovate il racconto completo in pdf per voi: Storia illustre in un feudo della MarcaIN
Storia illustre in un feudo della marcaIn
Nessuno è eroe dove tutti sono protagonisti
Se il mondo ti sorprende
sei certo di essere vivo
se tutto appare scontato
voltati e se puoi tenta di fuggire.
Tratto dalla cronaca di frate Alindo Tomassectus, frammento di uno scritto ritrovato dallo disceso suo Danilo Tomassetti, che lo tradusse e rese intellegibile.
Piovigginava in quella sera del diciannovesimo giorno del signore di febbraio, da poco era passato l’anno decimo, dopo lo millennio.
In un piccolo convento, chiamato l’arca dei folli, nella città di Cupra Marittima, lo frate Alindo Tomassectus, cronista di questa storia, era molto costipato. Stava afflitto da malanni, ma gioioso di ascoltare le litanie di suora Annunzia della gente Fumagalli, pittora che dipinge d’armonia anche il cielo.
Se ne stavano lì discutendo, quando furono raggiunti da messaggio della signora della torre delle Palme, madonna Teresa della gente Berdini. Quella li aveva chiamati, con quel tono di gentilezza affabile, che nascondeva la volontà imperiosa:
” Questo venerdì dovete assolutamente esserci nel luogo ove sorge la pala della riviera, nella città
dello santo Benedetto del Tronto.”
In coppia non valevano un normale conduttore di carro, si fecero così aiutare da navigatore di stelle, per ritrovare la strada così vicino a casa. Cose che accadono ad uno che è orbo e l’altra che perde via anche dentro il suo convento di due stanze.
La cattedrale della pala, aveva cripta con fioca luce. In quel luogo pregavano persone munite ognuna di sacro calice. Rito casto e costumato si consumava tra quelli, nessuno brindava o scolava bicchiere alla maniera d’osteria. Il chiacchierio era un sussurro, lontano dalla gazzarra dalla festa d’una cantina dell’arte, dove l’uno cercava di superare l’altro in gara in facezia e canto, ma nessuno mai superava in maestria l’Arnaldo signore degli Angellotti. Visione era consona a sollecitare animo del poeta Alindo, il quale in onore di Teresa e di quella gente, poema scrisse:….